(pubblicato su La Bacchetta Magica N° 41 - Dicembre 2003) Slanciate, avvenenti, accurate nella costruzione, nella seconda metà del secolo scorso le “bambole manichino”, accompagnate da sontuosi corredi, hanno presentato e diffuso la moda nel mondo.
Ma altre bambole, sebbene sovente di più modesta costruzione, sono state in seguito riproposte come indossatrici e incaricate di tramandare ai posteri i costumi tradizionali regionali e nazionali.
Alla fine del secolo scorso infatti i turisti stranieri in visita nel nostro Paese, desiderosi di portarsi a casa esemplari di costumi italiani, potevano acquistare da Francesco Bonini, bambole abbigliate da contadine sarde,romane, napoletane. L’orgoglio del suo negozio però era una piccola montanara di Varallo, suo paese di origine, vestita di tutto punto come le sue compaesane vive, con quei ricami variopinti che paiono mazzetti di fiori, con quei calzoncini di panno neri, con quelle trecce solide, con quegli ori antichi: una bella maschiotta bionda che costò al Bonini e a sua moglie mesi di lavoro e fece furore all’esposizione di Palermo..... sono quasi tutti viaggiatori stranieri quelli che le comprano non come giocattoli, ma come esemplari di costumi italiani, per non comprare un quadro del Michetti, del Quadrone o del Corelli; facendo cosi' un'economia non disprezzabile...(Da “Il Re delle Bambole” di E. De Amicis pubblicato sul numero di Natale e Capodanno della Illustrazione Italiana del 1896-1897)....(continua)
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