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Italian Dolls
Collectors Guide
 
 
L'autrice

 

ImageQuesto libro nasce dal mio amore per le bambole di celluloide, dal desiderio di saperne di più, e di far partecipi tutti coloro che condividono questo interesse.

Il mio è stato un colpo di fulmine.

Ero in Francia con mia figlia che mi indicò, nel magazzino di un brocante, un grosso bambolotto nero in celluloide, nudo, col testone ammaccato, le braccia pendenti, inerti, appesi a due pezzi d'elastico.

Ebbi un tuffo al cuore!

Come in un sogno mi si presentò confuso e lontano un ricordo di guerra.
Allarme antiaereo, rombo di aerei, corse al rifugio, qualcuno che mi portava via per mano proprio mentre stavo riparando sotto il tavolo un grosso bambolotto di celluloide, con i capelli stampati, qualche segno di bruciatura, una gamba attaccata con un elastico annodato sulla parte esterna.
E poi risentii un odore particolare: odore di celluloide. Ho capito, come vedremo poi, che in realtà si trattava di canfora.

E' nata così la mia passione per le bambole di celluloide. Chiesi al negoziante il prezzo, che trovai esorbitante per un "bambolotto dei miei tempi", ma l'indomani incoraggiata da mia figlia ero di nuovo lì.  Ne comprai dieci. Tutti quelli che avevano. Non sapevo niente sull'argomento. Avevo comprato un ricordo.

ImageI dieci bambolotti erano diversi l'uno dall'altro, per la misura, il colore, le marche.

Molti avevano quei caratteristici segni di bruciature (bastava una scintilla) che mi ricordavo tanto bene.

Uno aveva un visetto grinzoso come un neonato, un altro un faccione ed un nome appropriato, "Nanò", un altro una specie di ricciolone al di sopra della fronte ed un  altro ancora un colorito pallido, una boccuccia rossa a forma di cuore, sopracciglia cadenti, espressione assorta da "Scettico blu" (ho capito in seguito che era il più antico)

Era cominciata così la mia collezione. Volevo però saperne di più.

Iniziai a comprare libri sulle bambole, ma alle bambole di celluloide erano riservate solo poche righe e raramente qualche fotografia.

Poi c'e' stato il mio fortunato incontro con il C.E.R.P. (Centro di Studi e di Ricerche sulla Bambola) di Parigi. E' a loro, alla signora Florence Poisson, consigliere tecnico e membro del Consiglio di Amministrazione, che devo tutto quello che ho appreso sulla storia della bambole francesi in celluloide.

Trascinata dalla ventata di entusiasmo per queste bambole, mi ero rivolta in particolare alla signora Chauveau per ottenere l'autorizzazione a pubblicare in Italia la traduzione del suo libro Pupées & Bébé en celluloid. La risposta fu: "Ma perchè non scrivere invece un libro sulle bambole italiane?".
E al mio sconcertato: "E' impossibile, non se ne sa niente!". "Proprio per questo", mi risposero entrambe."E per piacere", aggiunse maliziosamente madame Poisson, lo intitoli: "Non solo Lenci".

 

© 2007-2008 Piera Micheletti.
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