Celluloide, che passione!

di Piera Micheletti

( articolo pubblicato sul n. 40 del 2003 della "Bacchetta Magica")

Celluloide, parola magica per coloro che sono state bambine fra gli anni ‘30 e ‘50 e hanno giocato con un bambolotto di questo materiale leggero e lavabile, che emanava, sotto la pressione delle manine calde dei bambini, un odore particolare, l’odore della canfora.

Le prime fabbriche di celluloide sorsero in Francia e in Germania attorno al 1870, ma il materiale da loro prodotto, utilizzato per la costruzione di molti oggetti d’uso comune precedentemente costruiti in avorio, corno, tartaruga e ambra, fu impiegato relativamente tardi per una produzione di massa delle bambole.

Alla fine del secolo erano state prodotte teste in celluloide montate su corpi di materiali diversi, ma alla produzione della bambola interamente in celluloide si arrivò gradualmente agli inizi del’900, con un’intensificazione negli anni ‘30, e una punta massima negli anni ‘45-‘55.

Elisabeth Chauveau, consigliere tecnico e membro del C.E.R.P. (Centre d’Étude et de Recherche sur la Poupée) di Parigi, ritiene che questa partenza tardiva in Francia, e ancor più in Italia, si debba far risalire ad una svolta storico-sociale, se non addirittura ad una rivoluzione del costume femminile. (continua)


Questo articolo fa parte della Raccolta in formato PDF realizzata da Piera Micheletti e fornita in omaggio agli acquirenti del libro.

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