Le bambole della porta della Speranza
di Piera Micheletti
(articolo pubblicato sulla "Bacchetta magica" nel giugno 2002)
Questa storia potrebbe cominciare con il fatidico "c'era una volta"...
C'era una volta, quindi, tanti tanti anni fa, esattamente nel 1901, una missionaria inglese di nome Cornelia Bonnel che, percorrendo in rickshaw le vie di Shanghai, presenzio' a uno spettacolo per lei inconsueto : un corteo formato da dieci servitori che trasportavano numerose fanciulle riccamente abbigliate con abiti di seta ed adorne di gioielli. Erano giovani schiave acquistate nelle varie province e "esposte" in giro per la capitale per essere vendute a ricchi uomini come concubine.
La missionaria, incuriosita, venne cosi' a conoscenza che le famiglie povere, nei terribili periodi di carestia, vendevano le figlie ancora in tenerissima eta' ai mercanti di schiavi (il maschio, se fosse sopravvissuto alla carestia, sarebbe servito per il proseguimento del nome della famiglia); alcune di esse venivano acquistate da brava gente, trattate con umanita' e all'eta' di 18 anni maritate con qualche brav'uono di bassa condizione sociale. Altre, verso le quali si rivolse l'attenzione della missionaria, subivano invece trattamenti disumani da parte dei padroni e, anche quando riuscivano a fuggire non si presentava loro un destino migliore, parimenti ad altre donne rimaste solo seppure provenienti da situazioni diverse.
Fu cosi' che Cornelia Bonnel decise di aiutare queste ragazze e, con l'aiuto di alcune volenterose compagne , di associazioni cinesi ed estere laiche e religiose, molti privati, e con il sostegno delle autorita' locali che provvedevano alle pratiche di riscatto, riusci ad ospitarle presso la missione "Door of Hope Receiving Home" (Casa di accoglienza della Porta della Speranza).
Qui veniva loro insegnato a lavorare a maglia, a cucire, a ricamare e...a vestire bambole. Il tessuto veniva fornito gratuitamente dai manufatturieri locali, mentre la testa e gli arti in legno abilmente intagliati erano presumabilmente opera di artigiani della zona di Ningo. Il compito delle ospiti della missione era di assemblare i corpi, provvedendone alla realizzazione della parte in tessuto e a confezionare gli abiti. Le bambole venivano poi vendute per corrispondenza ai benefattori della missione e ai turisti. Erano inoltre spedite in Inghilterra, negli Stati Uniti e nel Sud Africa dove la missione aveva dei corrispondenti che provvedevano alla loro distribuzione; il ricavato veniva naturalmente usato per il mantenimento delle ragazze.
La costruzione di queste bambole duro' quasi mezzo secolo, cessando definitivamente nei primi anni '40, quando la loro esportazione divenne impossibile causa la seconda guerra mondiale. Si ritiene che dal 1902 al 1939 ne siano state costruite ben 50.000!
La parte in legno delle bambole veniva scolpita dal pero, ritenendo che il colore del legno stesso si avvicinasse molto al colore della pelle cinese.La loro altezza varia dai 20 ai 32 cm. Il naso seguiva le linee etniche cinesi e la bocca era serena o sorridente. Gli abiti corrispondevano minuziosamente agli abiti reali e quindi, quando il modello lo richiedeva, arricchiti con sete e ricami preziosi e fedeli al cambio della moda.Per esempio, dopo il 1914, a seguito del cambio culturale e sociale cinese anche le bambole si adeguarono: niente piu' codino per gli uomini e ...finalmente, niente piu' piedi fasciati per il gentil sesso.
Sebbene i lineamenti dei personaggi si ripetessero, gi abiti rappresentati erano moltissimi:Amah,( nutrice o governante), Nutrice con bambino, Bambino, Sposa, Sposo, Prete Buddista, Ragazza in abito di seta, Contadino, Bambino in tenera eta', Donna di Manchu, Sposa moderna in rosa, Uomo in lutto, Vecchia signora e gentiluomo, Poliziotto, Scolaro in abito di cotone, Scolara in abito di cotone, Bambino piccolo in abito di seta, Bambina piccola in abito di seta,Vedova, Giovane signora, Giovane signora in abito lungo, Damigella della sposa, Persona in lutto, Nonno o Filosofo,Uomo, Donna, Personaggio con faccia caratteristica e molti altri.
Ai collezionisti che, per qualche caso fortunato si imbattessero in una di queste preziose bambole segnaliamo che sono prive di marchio e che recavano un'etichetta con la semplice scritta "Made in China".
Queste bambole, per la cui fabbricazione necessitava in caso di modelli elaborati un mese di lavoro, sono molto quotate negli Stati Uniti.
Nel 1950 la missione La porta della Speranza si incorporo' alla Evangelical Alliance Mission, denominandosi New Heart School, e alle ragazze venne impartito un tipo di educazione scolastica corrispondente alle prime classi elementari dopo di che venivano preparate ad un lavoro domestico con il quale avrebbero potuto trovare un occupazione.
Pochissime furono in conseguenza le bambole preparate dopo la seconda guerra mondiale.

Le bambole della foto rappresentano, da sinistra a destra:
La vedova, la governante con il bambino, bambino con codino ( le nappine del berretto gli sono cadute sugli occhi), un giovane signore, probabilmente uno studente e un giovane signore in abito seta.