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Italian Dolls
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ImageAll'epoca della preparazione  del mio libro sulle bambole italiane, la sola  conosciuta in tutto il mondo era la bambola Lenci.
All’estero (ero in contatto oltre che con il CERP di Parigi anche con la signora Polly Judd, un’esperta collezionista americana  autrice di numerosi libri sulle bambole che collaborava con la rivista Doll Reader) si conosceva pero’ il nome Furga.
Cosi’ come, sempre su informazione e foto della signora Polly Judd, era noto anche il nome di altre bambole prestigiose che, sulla scia della Lenci , riuscirono a prendere il transatlantico per l’America prima della Depressione.

Iniziai la mia ricerca cercando di contattare i produttori di bambole ancora attivi e, cosa molto piu’ dificile, quelli che non lo erano piu’.

In questa fase ebbi rapidamente un colpo di fortuna: a Canneto si stava organizzando l’apertura del Museo del giocattolo e della bambola.
La signora Tina Colombo, che era stata richiamata in servizio dalla Grazioli Giochi, mise a mia disposizione la sua lunga esperienza di dirigente del settore bambole. Il sig. Dante Arienti, anch’egli ex dipendente Furga, esperto in lavorazione sui materiali usati per la fabbricazione delle bambole, e’ stato l’autore della descrizione della lavorazione dei diversi materiali.
E la giovane Paola Beretta, che per anni ha poi gestito il museo, mise a disposizione il suo entusiasmo e la sua allegria.

ImageIntanto visitando mostre e mercatini mi resi conto che si era creata una grande confusione fra i materiali (per esempio le bambole di polistirolo venivano definite di bachelite);  qualche commerciante poco informato, inoltre, preferiva definire “Lenci” qualsiasi bambola in suo possesso, o collocare una bambola in plastica del dopoguerra negli anni ’30.
Ho cercato quindi di mettere insieme piu’ notizie possibili sui produttori italiani di bambole e sui materiali usati per costruirle.

Il libro contiene 18 schede sui maggiori produttori italiani su dati che mi sono stati forniti dagli stessi imprenditori, anche se moltissimi di loro avevano gia’ chiuso i battenti.
A una breve storia cronologica delle “Bambole Italiane” segue poi un dettagliato elenco dei materiali usati per la loro costruzione e, una volta imparato a riconoscerli, sara’ facilissimo datare una bambola.
Si parla anche di marchi, da chi e quando sono stati usati e si chiude con la riproduzione di 18 marchi di fabbrica.
Purtroppo la storia di molte bambole famose e’ rimasta esclusa non avendo trovato nessuna documentazione sulla loro origine.

Il libro (che ha anche un riassunto in inglese) e’ composto di 153 pagine, 90 fotografie in bianco e nero, 22 a colori, ed  e’ stato presentato in occasione dell’inaugurazione del Museo Civico, Collezione del giocattolo "Giulio Superti Furga" di Canneto dell'Oglio (MN).

Non mi resta che augurarvi una buona lettura!

Piera Micheletti                    

 

© 2007-2008 Piera Micheletti.
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